Eman è tornato.

/ Aprile 19, 2019/ Redazione News

A distanza di tre anni dal disco di esordio Amen finalmente oggi 19 Aprile 2019 è uscito il secondo album omonimo del cantautore catanzarese Emanuele Aceto, in arte Eman.

Come scrive lui stesso sul suo account Instagram: “Eman è il mio nome, ma da destra verso sinistra è solo Name: sei tu, sono io. La mia musica è la gente che incontro… la mia Vita e la loro, nulla più.” Ed è proprio questa la sensazione che si avverte ascoltando le dieci tracce che compongono il nuovo album: non si tratta di un disco pienamente autobiografico, piuttosto un insieme di storie raccontate da un determinato punto di vista in cui ognuno di noi può ritrovare un aspetto della propria vita.

Ascoltando il disco ci si rende conto che i sentimenti cantati da Eman sono anche di tutti noi, dall’amore alla solitudine declinata in tutte le sue forme, dalla felicità alla diversità, fino all’arte dell’empatia che lentamente stiamo perdendo.

Eman (prodotto e distribuito da Jackie & Juliet / Artist First) è un album ricco di immagini, intimo sicuramente come si evince ad esempio dal brano “3 a.m.”, ma nel quale sono affrontate anche tematiche estremamente attuali che descrivono il mondo odierno. Il tocco di originalità, che da sempre caratterizza il cantautorato di Eman, è dato anche dalla musica prodotta da Mattia SKG Masciari che conferisce un sound fresco ed estremamente innovativo.

Con questo secondo disco Eman si conferma ancora una volta un cantautore fuori dalle righe che non ha paura di esprimere in musica quello che pensa e quello che lo attraversa quotidianamente, nella vita di tutti i giorni, che non è assolutamente diverso da quello che qualcun altro potrebbe provare perché, come più volte ha tentato lui stesso di sottolineare, noi uomini siamo simili e per questo ci capiamo.

L’obiettivo di Eman è arrivare direttamente e senza filtri al cuore delle persone, portare avanti la propria musica e aiutare qualcuno a comprendere meglio quello che prova, a ritrovarsi nelle parole di chi vive o ha vissuto una situazione simile alla nostra.

Quello che posso consigliarvi, dunque, è di ritagliare un momento della vostra giornata e dedicarlo all’ascolto di questo piccolo capolavoro e poi condividerlo per supportare un artista della nostra terra.

Maria Teresa Gigliotti

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