Willie Peyote e Serena Brancale, live report del concerto al Teatro Auditorium Unical

/ Gennaio 24, 2019/ Redazione News

Prendi due artisti eccezionali, un’orchestra composta da musicisti talentuosi e otterrai un live senza precedenti, unico nel suo genere. È quello che ieri sera, 23 Gennaio, è successo al Teatro Auditorium Unical: uno spettacolo di musica dal vivo, organizzato da Mazinga Eventi e Concerti in collaborazione con Be Alternative Eventi, che ha visto l’esibizione di Willie Peyote e Serena Brancale, accompagnati dall’Orchestra del Conservatorio di Musica Stanislao Giacomantonio, diretta dal mitico Maestro Alfredo Biondo.

Un concerto irripetibile a cui hanno partecipato persone di tutte le età, perché quando la musica riesce ad essere così comunicativa da coinvolgere diverse generazioni non può che succedere questo.

I primi a salire sul palcoscenico sono, ovviamente, tutti i musicisti dell’orchestra, che grazie alla loro professionalità hanno saputo valorizzare ogni brano eseguito nel corso della serata. Questi ragazzi, che possono essere considerati i veri protagonisti della serata, sono riusciti a dare maggiore forza alle canzoni grazie al loro incredibile talento.

Poi arriva lei, Serena Brancale, cantautrice e polistrumentista originaria di Bari, che spazia tranquillamente e con naturalezza fra il jazz e il soul, confermando la sua straordinaria capacità vocale. Nel 2015 partecipò al Festival di Sanremo, nella sezione Nuove Proposte, con il brano “Galleggiare”. Lo scorso Ottobre è uscito il suo nuovo singolo “Come ti pare”, pezzo che anticipa l’uscita del prossimo lavoro discografico.

Serena Brancale è stata una piacevole scoperta, durante le sue esibizioni è riuscita a coinvolgere il pubblico in teatro ricorrendo anche a delle battute scherzose. Un giovane talento, da tenere d’occhio, che ha dato modo di evidenziare le sue doti da polistrumentista quando, con l’aiuto di loop e tastiere, ha reinterpretato coraggiosamente alcuni brani del mitico Lucio Dalla (“Futura”, “Anna e Marco”, “Caro amico ti scrivo”, “Attenti al lupo”).

La serata ha visto l’alternarsi sul palco dei due artisti e, quando è arrivato il turno di Willie Peyote, il pubblico ha fatto sentire tutto il suo calore, accogliendo l’artista torinese con grandissimo affetto.

Willie Peyote, al secolo Guglielmo Bruno, ha esordito nel 2011 con il suo primo lavoro da solista, “Il manuale del giovane nichilista”. Da allora non ha mai smesso di stupire i suoi ascoltatori, regalando loro sempre dei dischi ricchi di spunti di riflessione sul mondo che ci circonda. Nel 2015 è uscito “Educazione Sabauda”, disco accolto abbastanza positivamente dalla critica e che lo ha lanciato definitivamente. Nel 2017 pubblica il suo ultimo lavoro discografico, “Sindrome di Tôret”, in collaborazione con l’etichetta discografica 451 e seguito dall’Ostensione della Sindrome Tour, che lo ha visto esibirsi, con più di cento date, nella varie città italiane. Il tour si è concluso pochi giorni fa, con uno splendido sold out all’Alcatraz di Milano. Nel mese di Febbraio Willie, instancabile, seguirà i Subsonica nel tour promozionale del loro nuovo disco (8), nel quale è presente una collaborazione in un brano intitolato “L’incubo”.

Un successo straordinario, dunque, che conferma l’energia strepitosa di Willie Peyote, che sul palco è ancora più evidente. “Ottima scusa”, “Vendesi”, “I Cani”, “Le chiavi in borsa”, sono alcuni dei brani eseguiti insieme all’Orchestra. Tutti i pezzi hanno visto costantemente una grande partecipazione del pubblico, di voci instancabili che hanno cantato insieme a Willie tutti i successi proposti nel corso della serata. Un artista, dunque, che con la sua scrittura riesce ad arrivare a tante persone e che, grazie alla sua ironia, affronta varie tematiche legate all’attualità. La sua onestà intellettuale risiede proprio nel raccontare la realtà che ci circonda, senza farsi travolgere dall’ignoranza e dal finto perbenismo dilagante. Il segreto, potremmo definirlo così, per trattare determinate tematiche, dal razzismo alla complessità dei rapporti umani, è la semplicità della scrittura, che tuttavia non cade mai nella banalità.

Willie si dichiara apertamente un artista a cui piace “polemizzare”, infatti, prima di eseguire “Io non sono razzista ma…” si rivolge direttamente all’attuale Ministro degli Interni, Matteo Salvini, dedicandogli il brano. È stato così possibile vedere persone urlare riflessioni scomode per chi tenta di creare muri, per chi “parla di onestà” e “parla di equità”, riprendendo le parole del brano citato sopra.

L’impressione che si ricava da una serata come quella trascorsa ieri al Teatro Auditorium Unical è che c’è ancora la possibilità di una speranza, che sia in grado di abbattere le barriere e le frontiere dell’attuale politica dell’odio.

Maria Teresa Gigliotti

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