Angelo Duro: “Do il meglio facendo del mio peggio”

/ Gennaio 23, 2019/ Redazione News

Il comico siciliano ritorna al Garden il 25 gennaio, in esclusiva l’intervista rilasciata a PonteRadio

di DANILO RUSSO

Palermitano classe 1982, esordisce in tv nel programma televisivo “Le Iene” e il 25 gennaio sarà nuovamente a Cosenza, presso il cine-teatro Garden, con il suo spettacolo: Angelo Duro Live Show.

Dissacrante o più semplicemente sincero nell’interpretare un personaggio che sbeffeggia anarchicamente le ipocrisie del nostro tempo e i cerimoniosi convenevoli del quotidiano. Detta in altre parole: un ragazzo normale che rifugge dalle etichette e dai discorsi di circostanza con un’ironia spiazzante.

Intervistarlo potrebbe essere equiparato ad un esame da 12 crediti in un ipotetico corso di giornalismo: una faticaccia! Di seguito vi riportiamo uno stralcio della conversazione che abbiamo avuto per permettere a coloro che non hanno seguito la diretta di saperne un po’ di più, ma anche un po’ di meno.

Se dovessi promuove il tuo spettacolo con un paio di aggettivi, quali sceglieresti?
Io non promuovo il mio spettacolo anzi, consiglio vivamente di non venire a vedermi. Sono tornato a Cosenza perché l’ultima volta è andata bene e questa cosa mi ha dato un po’ fastidio: non mi va che la gente inizi a parlare bene di me. Sono tornato per deludere.

Hai un seguito incredibile sui social, a tal punto che con più di un milione di seguaci sei diventato a tutti gli effetti un video-influencer, perché hai deciso di intraprendere questo percorso?
L’aggettivo “video-influencer” non lo capisco, o meglio, faccio finta di non capirlo. Sono tutti termini di un linguaggio moderno vuoto e privo di significato. I social network sono tutto fuorché sociali: c’è il peggio del peggio. La gente li popola dando libero sfogo all’odio e alla propria ignoranza.

Allora perché si utilizzano e perché tu continui ad utilizzarli?
Non hanno creato dei corsi per insegnarci ad utilizzare i mezzi potentissimi che abbiamo oggi. Ognuno di noi ha una televisione in tasca e se hai qualcosa da dire (o da non dire) puoi farlo. Il problema è che oggi facciamo le cose per piacere agli altri. Se c’è qualcosa che piace a noi e non piace agli altri, stiamo male perché ci sentiamo diversi, ma i “like” sono il male di questo tempo. Io me ne frego dei like, anzi, se siete iscritti ai miei canali cancellatevi o prima o poi lo farò io.

Nuccio, vip, I sogni di Angelo, sono alcuni dei tuoi personaggi che sembrano avere un elemento comune…
Sì, sono maschere provocatorie. Con Nuccio Vip interpretavo la maschera di un ragazzotto superficiale che andava in giro portando avanti l’ideale di diventare famoso e lo faceva avvicinando i vip e demolendo con una candida ignoranza il concetto che c’è dietro il “sentirsi qualcuno” o “l’essere qualcuno”. Una versione iperbolica di ciò che esiste. Tutto quello che ho fatto a “Le Iene” non era altro che portare davanti alle telecamere lo specchio della società di oggi. Io non faccio altro che guardare la realtà e amplificarla. Amplificare le cose serve a vederle meglio.


Sotto i riflettori sei solo il tuo personaggio o a volte riesci ad essere te stesso?
Essere se stessi è molto complicato, non è facile capire chi siamo e spesso se manifestiamo chi siamo non è detto che sia positivo. Non tutti sono belle persone e non è detto che solo le persone belle debbano mostrarsi. Sono un ragazzo normale, mi definirei così.

Hai dichiarato che l’antipatia è un dono. Cosa vuoi dire?
Ho voluto sdoganare questa sofferenza del voler essere apprezzati e di trovare nel prossimo un compiacimento. L’importante invece è fare quello che realmente piace a te. Alla fine ciò che domina è sempre il bene, nonostante io parli di cose negative.

Quando vedremo “il meglio” di Angelo?
Io do il meglio dando il peggio. Io non ho bisogno di dimostrare il bene partendo dal bene… Mi sentirei un moralista. È partendo dalla negatività che possiamo raggiungere le cose positive.

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