La sorprendente rivelazione della Notte dei Ricercatori 2018

/ ottobre 17, 2018/ Redazione News

La quinta edizione della Notte dei Ricercatori, evento annuale che riunisce studenti, ricercatori, professori, artisti, visitatori, si è tenuta lo scorso venerdì 28 settembre. Come ogni anno, un giorno non solo dedicato alla ricerca, ma anche di festa. Libero ingresso ai dipartimenti e ai vari  musei dell’ateneo, vari stand sul ponte carrabile con esperimenti, dimostrazioni scientifiche dal vivo o laboratori interattivi gestiti direttamente dai ricercatori; stand di associazioni, delle pro loco e dei musei della zona. A fare da contorno, gli artisti di strada, le rassegne cinematografiche, gli spettacoli musicali.

La musica, infatti, grande protagonista sia durante la giornata con concerti e dj-set, che in serata con un’edizione speciale del Color Fest in Piazza Vermicelli. Grande rivelazione, poi,  l’organizzazione dei mini concerti nell’orto botanico che, come ogni anno per l’occasione, apre i cancelli al pubblico per tutta la giornata. Il polmone verde dell’Unical, che già rappresenta un forte richiamo per chi ama la natura, in questa circostanza, diventa un’attrattiva dai toni bucolici, rilassanti e in certi momenti quasi idilliaci. Uno spazio dedicato a differenti generi musicali, con postazioni in varie zone suggestive dell’orto: musica classica, jazz, blues, per un perfetto mix tra natura e piacevoli sonorità. Ecco alcune foto:

Un gruppo di clarinettisti

Un complesso di musica jazz

Un altro complesso con saxofoni e flauti

Una fisarmonica accompagnata da un canto leggero, cosa c’è di meglio?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le romantiche sinfonie della fisarmonica con un leggero canto, immerse nel bosco, così a renderlo fatato, come quello delle favole. Gli ascoltatori come su un set della Disney. Melodie suonate e mescolate ai dolci suoni dell’ambiente circostante.

Il raffinato jazz a fianco le piante di bambù per portare quella nota di brio e freschezza al luogo.

La musica classica dei clarinettisti come nei parchi d’epoca barocca.

Un’esperienza raffinata, dai tratti romantici, che avrebbe potuto attrarre maggior pubblico, che ci si augura venga replicata con successo nella prossima edizione.

Maria Cirolla

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