13 Reasons Why: la serie cult, in onda su Netflix, tra lodi e polemiche

13 Reasons Why: la serie cult, in onda su Netflix, tra lodi e polemiche

di Andrea Filocomo e Teresa Murfone
Si chiama Hannah, Hannah Baker. Anzi. Si chiamava Hannah, Hannah Baker.
 
Inizia dalla fine il racconto di una delle serie tv più amate del momento.
Una serie tv che vi prenderà, ne siamo certi. Una serie tv che merita, che merita davvero di essere  vista.
Tredici” (“13 reasons why”, il titolo originale) è una serie originale Netflix uscita il 31 marzo in tutto il Mondo e già diventata un cult tra i ragazzi e non solo.
La serie, tratta dal best seller omonimo di Jay Asher uscito ben 10 anni fa, racconta – attraverso la voce della protagonista – i 13 motivi per cui Hannah Baker ha fatto ciò che ha fatto. Non vogliamo svelarvi tutto, quindi non faremo spoiler. Ma vogliamo parlarvi invece della serie, gli effetti che ha sui ragazzi e della clamorosa petizione partita sui social per far trasmettere la serie nelle scuole. Sì, perché “13” tratta di argomenti caldi, importanti, da non sottovalutare, soprattutto nei giovani e soprattutto nelle scuole, luogo in cui a volte si consumano le peggiori atrocità e che restano spesso – anzi, molto spesso – impuniti.
Bullismo, cyber bullismo, stalking, violenza, omosessualità… sono al centro di una serie che vi prenderà dalla prima all’ultima puntata. Sono 13 gli episodi, e ogni episodio corrisponde a un motivo. I motivi per cui, a volte, non ce ne accorgiamo, ma le persone soffrono. Non ce la fanno. Vogliono fermarsi qui.
“13”, in meno di due mesi dall’uscita su Netflix, si è guadagnata le lodi di pubblico e critica, anche se non mancano polemiche del tipo: “Questa serie invita al suicidio”. Falso. Totalmente falso. Anzi, questa serie vuole dimostrare al pubblico – e badate bene, non solo di “ragazzini” – ciò che i ragazzi, soprattutto i cosiddetti “Millenials” devono subire ogni giorno nei luoghi in cui dovrebbero sentirsi più al sicuro, in cui dovrebbero fare gruppo ed essere famiglia. Il tutto amplificato dall’uso smodato dei social che – in un secondo – possono rovinare la vita di persone fragili, più deboli, non comprese, ma anzi bullizzate, umiliate, prese in giro.
La serie, dicevamo, vanta di un’importantissima petizione circolata online per farla trasmettere nelle scuole proprio per le tematiche trattate, non raccontate in maniera banale né semplicistica. Anzi.
Perché Hannah Baker (interpretata dalla 21enne Katherine Langford ormai una star – come d’altronde il resto del cast, ndr)  viveva una vita non facile, dovuta a un ambiente che sa come fare del male, in cui il “gruppo” è sempre più forte, in cui sei tu quella sbagliata, anche quando di sbagliato non fai (e non hai) proprio nulla. Anche quando… sono gli altri i “mostri”, ma tra mostri sanno come farti crollare.
Ed è per questo che bisogna parlare, riprendere quel dialogo da troppo tempo ormai dimenticato a favore di questa generazione 2.0 che smanetta, naviga, chatta, twitta, posta e mai parla. Mai parla con chi di dovere, con chi ti fa venire al mondo ed è quasi uno sconosciuto. Con chi non parli e una parola a volte può bastare, può salvare.
“13” è amatissima anche dagli universitari ed è per questo che abbiamo fatto delle interviste all’Unical e quasi tutti gli intervistati hanno visto la serie e a tutti – ragazzi, ragazze – è piaciuta.
Roberta, per esempio, ha amato fin dal primissimo secondo la serie tanto da appassionarsene e tanto da acquistare anche il libro dal quale è tratta la serie. “13 ti prende fin da subito, perché è una serie vera, perché tratta di temi non leggeri in chiave teen ma con un linguaggio universale che non ti fa dire: “Un altro stupido teen drama!”. Io lo adoro.”Jennifer, studentessa internazionale, ha divorato le tredici puntate in un giorno “è un telefilm che ti prende, che ami fin da subito, e fin da subito i protagonisti ti entrano dentro.”
Emanuela invece sta aspettando con ansia la seconda serie – già confermata dagli autori e da Selena Gomez, produttrice dello show – “perché”, dice, “tante cose sono rimaste in sospeso, tante porte sono state lasciate aperte. E Hannah, cavolo, Hannah ha tante cose da dirci ancora.”
Un successo, una fanbase mondiale, una seconda stagione già confermata… e tante polemiche annesse.
Polemiche che, ancora una volta, riguardano il mondo della scuola. Sì, perché alcuni presidi hanno vietato che si parlasse del fenomeno “13” nelle loro scuole causa punizione. Ma questa notizie fa arrabbiare i fan come Loredana che parla di “stupidaggine”, e quando ne parla sul ponte dell’Unical si indigna, “perché si vede che quei presidi non hanno visto la serie, ma dove siamo rimasti? Ma che discorsi sono? Dove è la libertà?”.
Ma c’è davvero da preoccuparsi per il fenomeno “13”? Davvero qualche ragazzino/a potrebbe fare un gesto estremo guardando la serie?
“Assolutamente no, chi dice questo non ha guardato la serie.”, ci risponde indignata un’altra ragazza: Serena, che fa un applauso agli attori (“Sono stati convincenti, soprattutto Kathrine (Hannah, ndr) nel mostrare tutto il dolore e la perdizione”) e agli sceneggiatori (“Ci sono state scene da brivido, seconda parte di stagione al cardiopalma, una puntata tirava l’altra”). Serena ha rivisto la serie due volte, ci dice, e tutt’e due le volte si è emozionata fino ad arrivare alle lacrime.
Insomma, “13” è entrato nel cuore di tutti, e chi non l’ha visto non può che iniziare. Per capire un po’ di cose sul mondo dei giovani, del web, delle scuole… e per aprire un po’ gli occhi.
“13” – “Thirtheen Reasons Why” – è disponibile su Netflix con tutte le puntate della Prima Stagione.
E Netflix, insieme a tutto il cast confermatissimo, vi dà appuntamento a prossimamente con la seconda, clamorosissima, stagione.
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