Giorgio Bartocci e Altrove insieme al MAM di Cosenza – Intervista all’Artista

/ Mag 23, 2017/ SCATTI D'ARTE

«Vi giuro, signori, che aver coscienza di troppe cose è una malattia, una vera e propria malattia.[…] Sono fermamente convinto che non solo la troppa coscienza, ma anche qualunque coscienza sia una malattia»
(Memorie del sottosuolo, ed. Einaudi Tascabili, pag. 8)

di Rita Colosimo

GIORGIO BARTOCCI è uno artista. Nasce a Jesi nel 1984 e all’età di 12 anni inizia a fare graffiti, un’attitudine da strada che segnerà fortemente l’evoluzione del suo percorso artistico. Figlio d’arte (il padre si occupa di grafica d’autore, pittura e oreficeria), studia e si specializza in grafica e comunicazione visiva all’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche I.S.I.A. di Urbino, da diversi anni vive e lavora a Milano.

Lo scorso 20 Maggio 2017, presso il MAM (Museo delle Arti e dei Mestieri) di Cosenza, è stata inaugurata MINIERAGiorgio Bartocci solo show, una mostra curata da Altrove (Catanzaro).

Che Cos’è Miniera?

Miniera è un cammino lungo un anno, che ha avuto inizio a Catanzaro, tra gli sguardi curiosi di chi guarda alla novità non come minaccia ma come positiva interpretazione dei propri spazi. Spazi urbani che si trasformano, intrecci emozionali, fusione di due mondi apparentemente distanti: il sottosuolo e la quotidianità.

La mostra, dedicata alla produzione di Giorgio Bartocci, presenta le opere pittoriche dell’artista su tela e legno, tra cui Sanguinis Effusione e Madre Nostra, omaggio alle opere d’arte urbana contemporanea donate al territorio calabrese.

Corpi informi prendono parte a una danza sconnessa di colori, una battaglia che si fa portatrice di una psicologia del profondo. Miniera quindi, come metafora del luogo dove si trova tutto ciò che la coscienza tenta invano di accantonare: «Sottosuolo è disarmonia radicale tra ciò che è intimo e informe e ciò che ha smercio sociale, disarmonia che alimenta nell’uomo una perpetua e morbosa irritabilità, un costante senso di irrequietezza e di risentimento. Sottosuolo è assenza di ogni legge o convenienza imposta dalla società o dal prossimo».

Qui sottosuolo e quotidianità riescono ancora una volta a scontrarsi, miscelandosi nel contesto urbano. La coesione che viene a crearsi tra i due poli permette alla città, ormai priva di ogni orpello figurativo,  di acquisire una nuova veste, poliedrica.

Foto di Rita Colosimo e Leonardo Migliaccio

MAM – MUSEO DELLE ARTI E DEI MESTIERI
Corso Telesio 17, Cosenza

Ingresso Gratuito su prenotazione (3207271294)

20 maggio – 20 giugno 2017

curatore scientifico: Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona
curatore: Edoardo Suraci
project manager: Vincenzo Costantino
direzione fotografica: Angelo Jaroszuk Bogasz
coordinamento generale: Marilena Morabito
in collaborazione con: MAM – Museo delle Arti e dei Mestieri, Provincia di Cosenza
produzione: Altrove Gallery

Intervista a Giorgio Bartocci

Link Utili:

Per Ascoltare l'intervista fatta ad Edoardo Suraci e Vincenzo Costantino (Altrove Catanzaro) 
andata in onda nella 7a Puntata di Time-Lapse. Distruzioni d'Usoclicca qui.

Per info sulla mostra clicca qui.

 

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