FESTA DEI POPOLI (TUTTI)

/ Maggio 19, 2017/ Eventi

di Emanuele Pinto

 

 

<<La cosa che più mi ha commosso è stato vedere ragazzi di culture e di religioni differenti, che all’estero si guerreggiano continuamente, partecipare a questo evento uniti nell’uguaglianza>>. Questa è stata la mirabile risposta di Marcello Fiore – Responsabile Ufficio Attività Culturali, Sportive e di Aggregazione dell’Università della Calabria, e organizzatore della quarta edizione della nostra Festa dei Popoli – alla domanda posta dalle due pimpanti conduttrici di Time-Lapse. Distruzioni d’Uso (programma radiofonico in onda su Ponte Radio Unical), Arianna Mosca e Rita Colosimo, che con la ricca puntata di venerdì 12 maggio hanno chiuso la stagione alla grande, intervistando ospiti di enorme spessore, tra i quali una band di giovani menti, i Black Flowers Cafè, tre rappresentanti (Luigi Iaquinta, Vincenzo Straffalaci ed Elisa Bazzarelli) di  I.G.E.A. (Ingegneri Gestionali  Associati), e il prorettore dell’Unical, il prof. Luigi Filice . Il giorno seguente, purtroppo, ha serrato, temporaneamente, i battenti anche l’immensa Festa dei Popoli, che ha riscontrato un successo risonante, con svariati eventi – tra i quali organizzatori vediamo anche la stessa associazione I.G.E.A., che continua ad impegnarsi in innumerevoli altri eventi  come la maratona RUNical, unica maratona universitaria, che si terrà, in seconda edizione, il 23 maggio – in un cocktail di culture ricco di colori, sorrisi e fratellanza. Si è andati dai balli tipici alla proiezione di film tematici, da stand che mostravano la varietà delle culture stesse, ad una solenne Marcia della Pace sul Ponte Bucci, e poi concerti, convegni con titoli importanti come Abbattere i muri per costruire ponti, e quant’altro.

Unical sei maledizione e benedizione, come ogni università d’altronde. E la benedizione di questa sede universitaria, tra le altre cose, è il vantare professionisti così, come Marcello Fiore, costantemente impegnati ad assolvere compiti di ogni genere, pronti a fondere le loro capacità professionali all’empatia che si crea nel lavorare a stretto contatto con gli studenti. Mix assolutamente appropriato in eventi di questo calibro umanitario. Ciò ancor di più lo notai quando il prorettore Luigino Filice, dinnanzi a me e a molti altri, durante l’intervista di Time-Lapse, disse che ormai tutti nella ristretta cerchia amministrativa chiamavano questo evento “Marcello dei Popoli”. Affermazione che mi permise di cogliere lo sforzo e l’ardita passione con le quali questo “dipendente Unical” ha guidato lo svolgersi di tale festa. Perché festa è stata! Il razzismo, l’omofobia, l’odio, tutti messi da parte in sette giorni (dal 6 al 13 maggio) di divertimento e di aggregazione.

Oramai la nostra università vanta da anni diverse centinaia di studenti stranieri, tra i quali la maggior parte molto soddisfatti, come confermò una loro rappresentante di origine albanese, Besarta A. Malaj, presente anche lei quel venerdì mattina. “Sono contenta e felice di vivere qui. La Calabria è un posto bellissimo, mi sono sentita subito accolta”. Un’affermazione straordinaria quella di Besarta in un’epoca dove problematiche che dovrebbero essere scomparse da tempo –  razzismo e affini – sono riproposte bruscamente tra i contemporanei – perché mai risolte – per via della mediazione di una cultura odierna che spinge sempre più ad acquisire consapevolezza nei confronti dei temi detti “umani”, grazie alla scienza, ma soprattutto grazie alla possibilità da parte di ognuno di venire a conoscenza di svariati avvenimenti, che non lasciano sempre gli spettatori muti.

E allora, ecco la giovane Università della Calabria, con tanto di elmo, alla testa di eventi che siano un esempio soprattutto per coloro che sminuiscono tali problematiche e, peggio, remano contro l’eliminazione delle stesse. Una festa dei popoli tutti perché la diversità è ancora un problema per molti, la quale crea una rete di timori e pregiudizi che sfociano quasi sempre nell’atto violento. Dove riprendere, allora, con grande forza la lotta antirazzista, o, meglio, “anti-diversitaria”? Dai luoghi dell’istruzione naturalmente. In quei luoghi dove menti giovani assicurano maggior apertura mentale e culturale nei confronti dell’altro. Luoghi che non dovrebbero mai essere soltanto un forno sforna menti istruite, ma, innanzitutto, fabbriche di modellamento morale. Piccoli argani ai quali il mondo intero possa aggrapparsi per giungere al cambiamento, ad un miglioramento.

Besarta continuò poi nel suo intervento, aggiungendo: <<…devo molto a Marcello Fiore>>. E questi, in un lieve impulso di commozione, si disse gioioso di poter lavorare a stretto contatto con i ragazzi, in primis coi “fuori-nazione”. Attimi commuoventi di riflessione insomma. Un evento che ha commosso altrettanto, ricordando ai presenti un po’ di cose sulla fratellanza e sulla pace, ma anche sul razzismo e la subordinazione dei popoli da parte di altri popoli. Commuoventi, soprattutto, nell’osservare come in gruppi uniti, dove il rispetto vige severo, la diversità svanisce dinnanzi all’uguaglianza dei cuori.

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