Recensione FAST & FURIOUS 8

/ maggio 10, 2017/ UNICINEMA

di Emanuele Pinto

Fast&Furious 8, noto anche come Fast 8, è uscito il 13 aprile di quest’anno ed è diretto da F. Gary Gray. Ottavo della serie Fast and Furious e sequel di Fast & Furios 7, è il secondo senza Paul Walker, dopo Tokyo Drift, – nel quale non sono impiegati neanche Vin Diesel e gli altri protagonisti soliti della serie – deceduto tragicamente a Santa Clarita il 30 novembre del 2013.

Nel settimo capitolo Paul rivive. Il merito è delle moderne tecnologie cinematografiche che, grazie all’impiego di due suoi fratelli, hanno permesso al regista James Wan di completare il film anche in assenza di Paul, col consenso di un addolorato Vin Diesel, inizialmente restio. In Fast 7 il tema della famiglia si fa sempre più forte in onore di Paul, con un finale che strappa a milioni di fan lacrime amare e gioiose allo stesso tempo. Il tutto coronato dal sottofondo di una commovente See You Again di Wiz Khalifa e Charlie Puth, dedicata allo stesso Walker. Gli onori a Paul Walker non mancano neanche nel finale di Fast 8, che non svelerò.

Paul Walker

Non sono assenti le scene assolutamente esagerate, nelle quali, uno degli omoni protagonisti, il veterano della polizia Luke Hobbs, interpretato da un possente Dwayne Johnson, si trova perfettamente a suo agio: avversari spinti a metri di distanza con un solo calcio; uomini sollevati in aria e sbattuti al muro; metalli piegati e rotti come fossero grissini; sportelli di automobili staccati con una semplice spallata. Grande voce allo spettacolo esplosivo e alla forza bruta da film d’azione, quindi. Perché ormai totalmente d’azione è diventata questa serie. Dapprima concentrata per lo più su corse sfrenate e costosissime auto rombanti, – che non mancano sicuramente negli ultimi capitoli – ora la famiglia di Toretto è diventata una specie di gruppo di mercenari su commissione. Mentre le corse sono passate decisamente in secondo piano. E la cosa sembra funzionare comunque, con un pubblico odierno sempre più avido di spettacolo e violenza. Il tutto aiutato dall’inserimento di Jason Statham nei panni di Ian Shaw, – già presente nel settimo capitolo – specialista in azione.

Vin Diesel (Dominic Toretto) & Dwayne Johnson (Luke Hobbs)

Charlize Theron (Cipher)

E che dire della quarantunenne Charlize Theron, che inscena una cattivissima e psicopatica Cipher? Sublime e bellissima. Ottima la sua interpretazione. Un fascino che le permette di essere attraente e odiosa allo stesso tempo, soprattutto nei panni di questi folli personaggi.

Un po’ di scetticismo ha preso piede tra i fan prima dell’uscita di questo scoppiettante ottavo capitolo. I più temevano una trama forzata, figlia della lunghezza della serie, che, arrivata a tal punto, doveva quasi certamente stancare. Ma il risultato è ben diverso. E questo cambio di rotta verso una trama totalmente d’azione sembra essere stato l’ancora di salvezza della serie, almeno negli ultimi quattro film.

I complimenti, allora, vanno alla produzione e soprattutto agli attori protagonisti, che non si fermano dinnanzi alla morte del povero Walker. Traendo infatti forza da tale mancanza, continuano ad appassionare e coinvolgere fan da tutto il mondo.

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