Assassin’s Creed, Il Film

/ aprile 10, 2017/ UNICINEMA

di Emanuele Pinto

Assassin’s Creed è un film del 2016 diretto da Justin Kurzel. È stato distribuito nelle sale cinematografiche il 21 dicembre 2016, negli Stati Uniti e in Francia, mentre è uscito il 4 gennaio 2017 in Italia. Basato sull’omonima serie videoludica sviluppata da Ubisoft, anche produttrice della pellicola, il film è una storia originale che segue lo stile del videogioco: il condannato a morte Callum Lynch viene costretto a rivivere i ricordi di un suo antenato vissuto al tempo dell’Inquisizione spagnola, al fine di rintracciare un misterioso manufatto noto come Mela dell’Eden, fulcro di un millenario conflitto tra le società segrete degli Assassini e dei Templari. I due personaggi principali sono interpretati entrambi da Michael Fassbender, anche produttore del film, candidato all’Oscar 2016 per la sua brillante performance in Steve Jobs. Inoltre fanno parte del cast la bellissima, quanto malinconica, Marion Cotillard, Jeremy Irons, Brendan Gleeson, Charlotte Rampling e Michael K. Williams.

La pellicola è stata stroncata dalla critica, che ha accusato i produttori di aver trascurato la storia insita nei ricordi del protagonista per dare maggiore fiato all’ambiente contemporaneo della vicenda, intrisa di ideali complottistici. Secondo la critica, la linea seguita dal videogioco, incentrata sui ricordi degli antenati, si è smarrita quasi completamente. Un videogioco che con la sua filosofia e originalità ha incantato fan da tutto il mondo. Spingendo addirittura Dave Smith di Business Insider a inserirlo nella lista, da lui stilata, dei 50 migliori videogiochi della storia.

In pratica è avvenuto un capovolgimento di fronti nel film che a molti non è piaciuto affatto. I più legati ad un personaggio che era il protagonista, nel videogioco, ma anche, e soprattutto, un tramite della storia, che si svolgeva in gran parte nella vita e nelle vicende degli antenati di Desmond. C’è da dire comunque che presentare una pellicola completamente dipendente dal videogioco sarebbe stato appassionante, ma alquanto ripetitivo, nonché, forse, pedante. Il film, al di là, anche, di alcune incongruenze storiche, ha offerto un nuovo e originale punto di vista sulla vicenda che resta sempre e comunque, di base, quella della serie game. Un punto di vista che forse sarà molto articolato vista la brevità e semplicità della trama, quasi in formato puntata di serie TV, la quale lascia supporre dei sequel travolgenti e complessi, che insistano sull’idea di una società piegata ai potenti e su potenti che nell’ombra tramano per rendere il mondo schiavo. Su una giustizia fatta grazie al <<sacrificio di pochi uomini malvagi per la salvezza dei molti>> e sui soliti pochi individui impegnati nella “salvezza del mondo”. Eccessivo complottismo? Può darsi, ma comunque tema affascinante e seguito da sempre. Tema che le pellicole cinematografiche, così come i videogames, non si risparmiano di prendere in considerazione. Tema che, pur se alle volte considerato allegorico, rivela dei problemi che la società ha e ha sempre avuto, anche al tempo degli antenati di Callum. Il quale, forse, grazie inoltre al talento del tenebroso Fassbender, ci rivelerà qualcosa di inaspettato. Qualcosa in stile Assassin’s Creed. La vera «cura per la violenza», o per una società forse realmente schiava. O semplicemente un altro lavoro oggetto del giudizio dell’”avara” critica.

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