Il cammino iniziatico di Lucio: Le Metamorfosi di Apuleio tra mito, magia, amore ed esoterismo

/ aprile 8, 2017/ LETTURA DEL WEEKEND

di Paolo Rosario Cristofaro

Particolare di “Amore e Psiche” Antonio Canova

 

«Prendi e sii immortale. Mai Amore ripudierà il vincolo che a te lo unisce. Da oggi voi siete uniti in matrimonio per l’eternità.» Recita così uno dei passaggi più belli de Le Metamorfosi o L’asino d’oro di Apuleio (Libro VI, 23), racchiuso nella celebre favola di Amore e Psiche. Stiamo parlando di uno dei romanzi più amati dell’ antichità. L’amore di Psiche per il suo uomo è osteggiato dalle divinità: mai due esseri diversi, l’una umana e l’altro immortale, figlio degli déi, possono unirsi in matrimonio. L’unica soluzione, alla fine, è quella suggerita da Giove che, seduto sul trono, dice, rivolgendosi a Venere: «E tu, figlia mia, non affliggerti e non temere che un matrimonio con una donna mortale possa recar danno al rango del tuo illustre casato. Io farò immediatamente in modo che queste nozze non avvengano tra sposi di condizione diversa». E dopo aver ordinato a Mercurio di condurre la fanciulla in cielo, porgendole un calice colmo d’ambrosia, le dice: «Prendi e sii immortale». La soluzione sta dunque nell’ innalzare la creatura umana al livello delle divinità. Tale indicazione non è assolutamente casuale. L’intero romanzo di Apuleio è l’allegoria di un cammino iniziatico, di un percorso di purificazione e di divinizzazione del protagonista, Lucio, che divenendo addirittura bestia, asino, per via di un sortilegio, riesce, dopo una serie di difficoltà e di prove, a riacquisire sembianze umane. L’incantesimo può essere sciolto soltanto in un modo: Lucio dovrà mangiare le rose sacre portate in processione dai sacerdoti di Iside. Va tenuto a mente che il nostro autore era un iniziato, legato proprio ai culti di Iside e ai rituali misterici (come da lui confermato nella sua apologia, De Magia). Mangiando la rosa, ovvero il simbolo della perfezione, Lucio ritorna umano e si salva. Il significato è, alla fine, proprio questo: soltanto percorrendo un cammino iniziatico di perfezionamento e di crescita interiore, l’uomo può allontanarsi dalla sua natura bestiale e innalzarsi spiritualmente ed intellettualmente verso il cielo, verso la perfezione degli déi, un po’ come Psiche, che si purifica e diventa immortale.

Testo Integrale: Apuleio, Lucio - L'AsinoD'Oro

 

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