GLI INSOLITI NOTI: Nereo Rocco, la storia del calcio

/ Marzo 20, 2017/ Redazione News

Come ogni lunedì anche questa settimana, alle ore 16:30, tornano in onda su Ponteradio Unical Gli Insoliti Noti!

di Gaetano M. Giaimo

Dopo il ritardo e le peripezie della scorsa puntata, gli instancabili Jacopo e Gaetano torneranno a parlarvi di qualche personalità che non ha il posto che merita nella memoria della gente, sempre insieme a Danilo in cabina di regia e sempre accompagnati da brani di loro selezione! In più, anche questa settimana tornerà lo strampalato oroscopo!

Andiamo a vedere più nel dettaglio i personaggi trattati all’interno dell’episodio: si parlerà dei Talco all’interno della sezione musicale, di Nereo Rocco per quanto riguarda lo sport e di PK – Ultima Terra, un fancomic tutto italiano nell’angolo dedicato alla letteratura. Per saperne un po’ di più su quest’opera e sul gruppo sopra nominato potrete sintonizzarvi domani e ascoltare quanto i nostri conduttori avranno da dirvi! Per ora andiamo invece ad anticipare in breve la narrazione per quanto riguarda Nereo Rocco, storico calciatore e, soprattutto, allenatore italiano, attivo tra gli anni ’30 e gli anni ’70.

Nereo Rocco, detto il Paròn, è nato a Trieste il 20 maggio 1912. La sua famiglia viveva lì in quanto il nonno, austriaco, lasciò la sua patria per seguire una ballerina di circo spagnola quando era giovane. Il cognome Rok divenne Rocco durante gli anni del fascismo, sebbene dovesse diventare Rocchi. Il giovane Nereo crebbe e visse per tutta la vita in Rione del Re, interessandosi sin da giovanissimo al calcio e iniziando a organizzare tornei. Nel 1927 riesce a entrare nella Triestina grazie ad un amico e comincia la trafila delle giovanili per poi esordire in serie A il 6 ottobre 1929. Trascorse otto stagioni alla Triestina, conquistando 232 presenze e 66 reti. Si trasferì poi al Napoli dove non incise particolarmente, collezionando 52 presenze e 7 reti in due stagioni. Terminò la carriera di calciatore al Padova, prima di passare come allenatore-giocatore al Libertas Trieste.

La svolta nella carriera di Rocco avvenne quando decise di intraprendere la carriera dell’allenatore. Egli è infatti colui che ha introdotto il catenaccio nel calcio italiano, tattica ancora oggi famosa per essere specialità delle squadre del nostro paese. Fu chiamato nella stagione 1946-47 a guidare la sua Triestina, portando una squadra ripescata nella stagione precedente ad arrivare seconda, scavalcata solamente dal Grande Torino. Dopo due buoni ottavi posti viene allontanato e, dopo un paio di stagioni fallimentari, arriva alla guida del Padova. Porta i biancorossi scudati in serie A e si piazza terzo la stagione successiva, continuando a macinare ottimi piazzamenti fino a quando non venne assunto alla guida del Milan. Vinse lo scudetto al primo campionato in rossonero, facendo nascere la stella di Gianni Rivera e, l’anno successivo, vinse la prima Coppa dei Campioni del calcio italiano, sconfiggendo a Wembley il Benfica di Eusebio. Dopo qualche buona stagione al Torino, torna al Milan nel 1967-68, vince campionato e Coppa delle Coppe, trionfando nuovamente in Coppa Campioni l’anno dopo e conquistando, nella stagione successiva, la Coppa Intercontinentale, sfuggita precedentemente a causa del Santos di Pelè. Negli anni successivi vinse un’altra Coppa delle Coppe e altre due Coppa Italia, lasciando i diavoli nel ’74 e passando alla Fiorentina, che portò alla conquista della Coppa Italia. Mantenne fino al 2006 il record di presenze in Serie A come allenatore, superato poi da Carlo Mazzone e, con 10 trofei, è ancora oggi l’allenatore più vincente della storia del Milan. A lui è intitolato lo stadio di Trieste, la sua città, che lascerà il 20 febbraio 1979 dopo una breve malattia.

Questo è solo un breve assaggio di quanto verrà raccontato nella puntata questo lunedì, quindi pronti a sintonizzarvi su Ponteradio Unical alle ore 16:30 per scoprire cosa hanno in serbo per voi Gli Insoliti Noti!

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