UNICAL: “In Volo con la lettura”, La statua in ferro bronzato di KHALED STAITYIA

UNICAL: “In Volo con la lettura”, La statua in ferro bronzato di KHALED STAITYIA

di Lorena Passafaro

Lo scorso 7 marzo, alle ore 13:00, di fianco al Cubo del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, alla presenza del Rettore Gino M. Crisci, autorità accademiche e numerosi partecipanti, è stata inaugurata la figura in ferro bronzato dal titolo “In volo con la lettura” . L’autore dell’opera, Khaled Staityia, è un giovane promettente artista palestinese che ha deciso di donare la sua opera all’Università della Calabria dove, per altro, ha conseguito di recente la laurea magistrale in Storia dell’Arte. Khaled ha già donato all’Ateneo un murale (“Su una superficie astratta”) collocato nella Biblioteca Tarantelli e un trittico (“La traccia dell’umanità”) collocato in Aula Magna.

Noi di PonteRadio abbiamo avuto il piacere di intervistare il giovane artista.

Lorena: Khaled, spiegaci com’è nata l’idea di realizzare una statua in bronzo.

Khaled Staityia: L’idea è arrivata dalla Dott.ssa Carmen Argondizio che mi ha proposto di realizzare una statua in ferro che raffigurasse una donna immersa nella lettura di un libro. L’opera ha richiesto circa 60 giorni di lavoro ed è stata realizzata con delle lamiere di ferro, grazie anche all’aiuto di un abile fabbro di Arcavacata, Giorgio Gentile. Nonostante alcune difficoltà riscontrate durante la messa in opera, sono soddisfatto del risultato ottenuto.

Lorena: Come ti sei avvicinato al mondo dell’arte?

Khaled Staityia: E’ da circa quindici anni che mi sono avvicinato e, di conseguenza, appassionato al mondo dell’arte; ho iniziato con la matita e con la penna a fare semplici schizzi per poi passare ad usare colori ad olio e acrilici nella realizzazione di ritratti e quadri astratti, in questo sono stato aiutato anche da mio padre.

Lorena: Che differenze riscontri rispetto al tuo paese d’origine?

Khaled Staityia: Innanzitutto devo dire che apprezzo molto la presenza di diverse gallerie d’arte, qui a Cosenza come nel resto d’Italia, cosa che non è possibile ammirare in Palestina. Vedi, il mio è un paese martoriato dalla guerra, lì c’è posto per un solo tipo di arte, quella che rispecchia  il dramma della guerra e del dolore; qui in Italia invece siete fortunati, perché il vostro non è un paese condizionato da conflitti ed è più facile esprimere liberamente la propria arte, e questo per me è una grazia di Dio!

Lorena: Personalmente ti senti più vicino alla pittura o alla scultura?

Khaled Staityia: Il mio lavoro è quello di pittore, ma ho scelto di realizzare delle statue anche per sperimentare nuove tecniche e nuovi risultati artistici.

Lorena: All’interno dei tuoi dipinti si possono riscontrare delle scelte cromatiche che si ripetono in ogni tuo lavoro; c’è un messaggio dietro queste tue scelte?

Khaled Staityia: Io quando dipingo cerco di realizzare delle opere personali, nel senso che le sento vicine a me e, in questo senso, mi sento molto vicino alla pittura impressionista di Claude Monet, il quale sapeva cogliere nei suoi quadri tutte le sfumature del cambiamento della luce, così i colori che scelgo di applicare nei miei dipinti non sono un riflesso esatto della natura, ma una rielaborazione interiore del potere evocato dai colori.

Lorena: Eventuali progetti futuri qui all’Unical o nel tuo paese?

Khaled Staityia: Sì, innanzitutto vorrei utilizzare questa nuova tecnica, che vede l’impiego del ferro nella scultura, per sperimentare e realizzare ulteriori opere in futuro. Inoltre un nuovo progetto che ho in mente di realizzare è un murales, in cui vorrei coinvolgere anche i bambini, siriani e italiani, io realizzo il background, mentre loro si divertiranno a disegnare le figure che desiderano.

Condividi l'articolo