L’esoterismo Islamico: il nuovo libro di Alberto Ventura

/ marzo 4, 2017/ CULTURA

di Gustavo Mayerà

In un periodo storico come quello che stiamo vivendo, in cui ogni questione è affrontata in ossequio alle logiche perverse dello scandalo, è d’obbligo imporsi di tanto in tanto un momento per meditare e tentare di riappropriarci di quelle facoltà di giudizio purtroppo diventate così démodé. Questo discorso dovrebbe valere sempre, ma in riferimento ad alcuni contesti come quello islamico, in cui un cocktail micidiale di distorsioni dottrinali e mediatiche ha prodotto ormai ferite profondissime, è diventato impellente che la sfrenatezza delle opinioni lasci spazio a una quieta ricerca della verità. L’esoterismo islamico di Alberto Ventura è un libro che ci aiuta in questo esercizio, perché, attraverso la chiara pacatezza dello stile e quell’ordine universale che ne segna le tappe, ci offre la possibilità di cogliere il fenomeno islamico nella sua essenza.

L’esoterismo islamico è un trattato dottrinale, che, partendo dal Principio, espone la complessa metafisica del sufismo o tasawwuf – termini coi quali ci si riferisce al fenomeno esoterico islamico di gran lunga più diffuso – in una sintesi mirabilmente completa e chiara, nonostante la vastità dell’argomento. Quando si parla, infatti, di esoterismo islamico si potrebbe pensare a un fenomeno marginale o estremamente elitario e ristretto, come in effetti è stato per fenomeni simili nella storia cristiana, ma ciò comporterebbe un grave errore. Il sufismo è non solo un pilastro fondamentale della dottrina islamica, che ha avuto gran parte della sua fioritura e della sua diffusione proprio grazie a maestri sufi, ma ha anche una pervasiva presenza numerica sul territorio: una singola confraternita sufi – e ve ne sono svariate – ha di gran lunga più aderenti del fondamentalismo islamico nel suo complesso. Purtroppo, però, questa realtà, mossa per lo più da istanze spirituali, rituali e cultuali, ha una risonanza minore delle bombe dei terroristi, che, non a caso, hanno nei santuari sufi uno dei loro obiettivi prediletti. Ciò perché il più acerrimo nemico dei fondamentalisti, guidati dal loro bieco e degenerato letteralismo, non può che essere identificato nella profonda spiritualità, nella ricchissima simbologia e nelle illuminate anagogie della tradizione esoterica, che, nonostante tutto, riesce ancora a prosperare nel mondo islamico, garantendo così che l’essenza più profonda del messaggio di Maometto si possa conservare intatta attraverso i tumulti dei secoli.

È dunque doppio il merito di quest’opera, che da un lato ha il pregio di riuscire a sintetizzare con chiarezza un fenomeno così vasto e dall’altro ha l’importante funzione di presentare a noi Europei un aspetto dell’Islam tanto importante quanto così poco conosciuto in Occidente, principalmente dal punto di vista dottrinale. Non vi sono, in effetti, altri testi italiani dedicati a un’analisi esclusiva e completa della dottrina sufi e anche a livello internazionale opere di questo genere sono rare – in Italia ricordiamo Sapienza sufi, l’autore del quale è sempre Alberto Ventura, in cui vengono trattati vari aspetti sia della dottrina sia delle pratiche del sufismo.

Fin dalle prime pagine ci si rende subito conto di avere di fronte un’opera che richiede certamente una buona concentrazione, ma solo a causa della profondità degli argomenti trattati e non di certo perché il libro sia rivolto agli specialisti del genere. Anzi, è chiarissimo l’autore, nel capitolo introduttivo, nell’affermare che: «La comprensione del fondo della metafisica non è affare di «specialisti», a qualunque genere essi appartengano, ma rileva dall’ordine della verità universale: una verità che non può essere appannaggio esclusivo di alcuni individui, e tantomeno di una ristretta cerchia di eruditi, per i quali la comprensione reale e profonda di una dottrina è l’ultima delle preoccupazioni».

Detto ciò, L’esoterismo islamico resta indubbiamente un testo che può essere di grande aiuto per chi studia cose islamiche e, ovviamente, ancor di più per chi è specializzato nelle questioni più strettamente dottrinali o genericamente esoteriche, perché rappresenta una sintesi utilissima per orientarsi nel complesso mondo della dottrina sufi. Inoltre, è sempre un bene, prima del diretto esame dei classici, principalmente se parliamo di opere lontane un millennio e per di più appartenenti a un mondo diverso dal nostro, essere introdotti a questi da chi li ha studiati e meditati prima di noi. Ciò perché così facendo possiamo innanzitutto evitare di porci magari problemi già risolti, ma, principalmente, per entrare in familiarità gradualmente con culture, linguaggi, simbologie e categorie che vanno conosciute e assimilate coi giusti tempi. È proprio in ciò uno dei grandi meriti di questo testo, che riesce a presentare il mondo del sufismo a un pubblico occidentale, grazie a una sapiente interpretazione delle categorie islamiche attraverso uno scaltro uso della nostra terminologia filosofica, quando possibile, e di chiare e significative parafrasi, dove è ritenuto necessario.

Con ciò risulta chiaro che siamo di fronte a un libro rivolto a un pubblico vasto, ma allo stesso tempo caratterizzato, grazie all’autorevolezza dell’autore, da saldi fondamenti scientifici. Va anche detto, però, che l’impronta scientifica dell’autore è, per così dire, permeata dai caratteri tipici della scienza tradizionale, che gli appassionati di dottrine orientali o dell’Occidente premoderno apprezzeranno certamente. Allo stesso tempo, questo genere di lettori saranno anche indubbiamente felici di trovare finalmente nelle sezioni dedicate alle filosofie orientali, oltre all’enorme letteratura sull’India e le sue tradizioni, anche un’opera sul sufismo, peraltro priva delle solite folcloristiche note new age. In questo senso, L’esoterismo islamico insieme a Sapienza sufi colmano certamente, almeno in parte, un vuoto.

Infine, è interessante sottolineare un ultimo aspetto particolarmente stimolante del libro e cioè i molteplici riferimenti alle più diverse tradizioni, tra le quali proprio quella indiana, oltre a quella cinese, alla persiana e, ovviamente, anche a quella cristiana, peraltro prendendo spunto, in quest’ultimo caso, da personaggi meno noti ai più ma estremamente affascinanti come Scoto Eriugena, Gioacchino da Fiore, Maestro Eckhart e altri. Ciò è fatto ovviamente per chiarire il senso di concetti e simboli, ma rappresenta anche un interessante stimolo verso ulteriori approfondimenti e riflessioni.

Cristianesimo e Islam sono due religioni vicinissime: entrambe figlie del mondo semitico e della cultura greca, pur con ulteriori diverse connessioni, sono religioni dirimpettaie, che vedono territori oggi sotto la propria influenza essere state in passato sull’altro versante per svariati secoli e viceversa, e una storia che ne intreccia gli avvenimenti per quasi un millennio e mezzo. Tutto ciò rende inevitabilmente coinvolgente per un Occidentale lo studio dell’Islam, principalmente negli aspetti dottrinali, perché sempre vi troverà elementi per un arricchimento e una riscoperta della propria cultura, della propria stessa spiritualità cristiana e, in definitiva, di sé. Chi avrà la volontà di dedicare a questo trattato l’attenzione che si merita sarà ricompensato dalla scoperta di una cosmologia tanto ricca quanto significativa, in cui scoprire l’essenza profonda della meravigliosa cultura islamica e, allo stesso tempo, conoscere anche un po’ meglio se stessi.

Link utili

Alberto Ventura, L’esoterismo islamico, Adelphi, Milano, 2017, pp. 212

 

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