SCATTI D’ARTE. Masaccio: le origini del Rinascimento

/ ottobre 13, 2016/ SCATTI D'ARTE

UNICAL

Masaccio: le origini del Rinascimento

di Leonardo Migliaccio

“Dopo questo l’arte ricadde, perché tutti imitavano le fatte pitture, e così andò declinando, insino a tanto che Tomaso fiorentino, cognominato Masaccio, mostrò con opra perfetta come quegli che pigliavano per alto re altro che la natura, maestra de’ maestri, s’affaticavano invano”.

In queste parole, scritte da Leonardo da Vinci, viene fatto il nome di un artista che nei primissimi anni del ‘400 cambiò il modo di dipingere non solo a Firenze, ma nell’intero scenario pittorico italiano. Il Tomaso è infatti conosciuto anche come “Masaccio”, pittore fiorentino autore di capolavori assoluti, nonostante la sua breve esistenza. Per comprenderne lo stile bisogna però fare un passo indietro. Alla fine del Trecento, infatti, i pittori, specialmente a Firenze, seguivano i modi di Giotto, che aveva fatto rinascere l’arte dai secoli oscuri del Medioevo.

Lo stesso Leonardo parla di declino della pittura, poiché non si seguiva più l’imitazione della natura, ma si dipingeva alla maniera di Giotto. Fu proprio Masaccio che con il suo stile così diverso dai contemporanei, diede avvio a quel processo di sviluppo delle arti che poi prenderà il nome di Rinascimento. Tale rinnovamento della pittura lo si può osservare nella Cappella Brancacci, a Santa Maria del Carmine, a Firenze, dove Masaccio affrescò, insieme a Masolino, le Storie della Genesi e le Storie di S. Pietro.

La sua pittura ha un punto di partenza, ovvero l’osservazione della natura: cercare di rendere le scene nella maniera più naturale possibile. Gli sguardi, le emozioni e i corpi sono resi come mai prima. Una delle scene più emblematiche del ciclo di affreschi è la Cacciata dei Progenitori. Masaccio ci mostra Adamo ed Eva completamene nudi, nel momento in cui stanno abbandonando il paradiso terrestre. La drammaticità è espressa da Eva nel tentativo di coprire le sue nudità e il suo viso che esprime sgomento per il peccato appena commesso.masaccio-4

La composizione che ci offre il pittore è incredibilmente naturalistica. La luce, che invade la scena genera ombre e il chiaroscuro sui loro corpi vuole segnare la loro tridimensionalità. Siamo lontani dalla pittura di fine ‘300, ancora legata a schemi tardo-gotici dove a farne le spese è proprio il naturalismo delle figure, lontane persino dallo stesso Masolino, artista contemporaneo, ma incapace di percepire le novità della pittura.

Masaccio compie per primo quel salto di qualità dove la prospettiva e la resa volumetrica delle figure saranno elementi essenziali per i pittori successivi. La Cappella Brancacci fu l’inizio di un percorso, che arriverà a segnare persino la Maniera Moderna, così denominata da Vasari. Un artista così grande da essere un modello per lo stesso Michelangelo.

cappella_brancacci_cacciata_di_adamo_ed_eva_restaurato_masaccio

Condividi l'articolo